Accettarsi. Con la propria profondità.

Per far si che ciò accada, si deve tornare indietro, nel passato, per capire se ci sono delle cose da rivedere, da farsi perdonare nell’infanzia. Se esso è completamente risanato o se ha bisogno di qualche rassicurazione prima di procedere. 

E’ difficile.

La mia memoria sembra non volermelo permettere. Scrivo su pezzi di carta, pezzi di me. Scrivo il male che percepisco spaventandomi ancora. Scrivo di emozioni. Scrivo di come io mi nutra di esse.

Mi sento bene. Scrivendo mi sento di aprire e chiederle con l’inchiostro le ferite.

Io che scrivo sul mio corpo. Disegno su di esso. Consapevole che questo mi fa bene. Mi faccio del bene. Consapevole di parte del passato che mi ha fatto crescere troppo in fretta arrivo ad abbracciare il cambiamento e cresco.

Mi osservo con pazienza. Noto il brutto anatroccolo che risiedeva in me. Mi sento osservata. E’ lui che mi guarda. Mi ha tenerezza. Lo amo, come ho imparato ad amare la mia trasformazione in cigno che prende il volo e vuole andare lontano.Immagine