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Questo pomeriggio di settembre è scaldato dal sole che porta il nome dell’Amicizia del lontanissimo passato. Lo trascorro a casa di chi ha vissuto parte della mia adolescenza. In mezzo ai nostri racconti, tra la condivisione di ciò che mi ha portata al chiedere “Portami lontano” sul tavolo della sua cucina lei mi pone davanti a pezzi di carta ricoperti delle mie parole, di una storia che non ricordavo più. L’odore del caffè, del cioccolato, de biscotti, del cocco, si mescolano con i sbiaditi frammenti che cerco di ricomporre mentre lei guarda incuriosita il mio corpo. Guarda con attenzione la mia pelle colorata di scritte e disegni, ascolta attenta il significato che ogni tratto indelebile rappresenta per me. 

Ci raccontiamo di esperienze, viaggi e viaggiatori entrati ed usciti dalle nostre vite nei tanti anni del non vederci.

LA VITA OGGI CI HA VOLUTE VEDERE ASSIEME.

LA VITA VUOLE OGGI CHE IO POSSA LEGGERE CIO’ CHE ERO. 

Lei è divertita. Ha trascorso, la sera prima di telefonarmi ore a leggere i pensieri che portano la mia firma e sono datati 1997.

Intenerita e commossa, mi osserva mentre sto ripercorrendo un viaggio nel tempo. La mia poca memoria è confusa. Riconosco il mio stile:

” 7 Ottobre 1997  –  … Continuo a procedere per il mio cammino, di strada in strada, respirando a fondo, salgo e scendo, affondo, divoro il buio con gli occhi finché scorgo la luna. E’ simile ad un miraggio. … Io, addormentata nel buio dentro il mio cuore, capisco che solo ora non c’è nessuno dentro me. Ci sono solo io, con i miei sentimenti, nessun altro che io. … ….Silvia”