Divento Madre.

Lunedì ho vissuto una sera speciale.

Un turno speciale.

Non scendo in nessun particolare. Solo che alle 3 di quella notte mi rendo conto che sono diventata Madre.

Ne sono divertita. Commossa.

Vengo svegliata dal ruvido leccarmi il viso da un gattino di nome Buffy. Sono stanca stanchissima, e mi ritrovo a parlare amorevolmente a quel batuffolo di peli tenendolo tra le braccia in camera, in soggiorno, in cucina. . .

Piange, si sente spaesata.

Piange, mi domando avrà fame?

Piange. Ed io la coccolo, le parlo, le porgo del mangiare, la rassicuro, la bacio.

Io che parlo ad un gatto? ! ???

Io, che poi con i gatti ho sempre avuto un rapporto abbastanza distaccato. Da bambina un piccolissimo trauma mi aveva fatto da loro allontanare. – Scena: giocavo a nascondino tra i palazzi del mio quartiere, dovevo fare “tana libera tutti” ed esco velocemente da un angolo di un condominio, correndo. Stessa cosa dalla parte contraria, la fa un gatto.

E boom ci scontriamo!!

In quel momento per me è il gatto più grosso del mondo che mi viene addosso. Cado a terra. Trattengo le lacrime. Ricordo ancora che penso che è esagerato piangere e che il gatto non ne può niente. E pur da quel giorno ci sono voluti anniiii prima che io mi avvicinassi ad un suo simile. –

Ora a 32 anni, guardo lei a casa mia, sul mio lettone, sul mio divano, sulla mia poltrona, il suo significato, la osservo attentamente tra le braccia tatuate di chi dolcemente ora vive nel mio Regno, tra le sue braccia alate… lei che dorme sul mio Trono e mi sciolgo. Mi sciolgo e sento il desiderio di proteggerla e di essere presente.

Decido comunque, come mi ero ripromessa di farle delle fotografie lasciandole appese con il numero di telefono per chi magari l’avesse smarrita. Penso a quanto male potrebbe stare quella madre.

Intanto le persone che ascoltano il racconto di come sia entrata nella mia vita privata con un’intreccio professione che ha del surreale si sciolgono con me.

Amiche, colleghe, la mia nonna che credo sia anniiiii che non veda un gatto sciolte davanti alla sua immagine.

Questa mattina entro con lei tra le braccia a casa dei miei genitori. Scherzo con loro chiamando nonni. Papà è emozionato, glielo leggo nel suo occhio. Mamma mi deride. Sospiro, parlo con mio fratello, è divertito.

Mi chiedono da tantissimi anni di nonni farli diventare.

Ed io, alzando i toni: ” DI DIVENTARE MADRE AD UNA FIGLIA NON SI CHIEDEEEE!!! ”

Questo fine settimana sarò lontana. La casa chiusa. Buffy sola. Mamma mi chiede di lasciale le chiavi per andarla a trovare. Immagine