Ho pianto per papà

Sola. A letto per due notti di seguito ho pianto per papà.

Lui che è me. Io che sono lui.

Lui dolce, buono, educato, solare, gioioso, forte, passionale, grande lavoratore, volontario impegnato in più associazioni, nostalgico, malinconico, sognatore, fedele, protettivo, gentile, sorridente, sensibile, dalla lacrima facile. Lui è Amore allo stato puro.

Mi ritrovo a digli oggi, mentre gli taglio i capelli, che, ho pianto per lui.

Papà è stupito, ed esclama “Proprio io che sono l’Unico Uomo che non ti da preoccupazioni, e che ove può è motivo di comprensione, rassicurazione ed aiuto morale e da papà tutto fare..? Proprio per me piangi Silvia?”

Io continuo a muovergli le mani sulla testa. Compio questo gesto da anni. Momento intimo e semplice. Momento carico ogni volta di Emozione, ove parliamo davanti allo specchio di noi, dei progetti, delle difficoltà, di mamma, e di noi, di noi. Noi complici.

Poi, suono il campanello, l’ometto dell’Enel lo distrae e me lo porta via.

Io penso, dentro me “Papà Ti Amo”.

Insieme sorridiamo, insieme brilliamo, insieme. Lontani ed insieme ci divertiamo a modo nostro. E poi, lo so, come lui, mai nessuno potrà posare gli occhi sulla mia Anima Fragile e Forte; l’unicità di un papà va onorata ogni giorno e non solo quando ci si sente di averne più bisogno.