Ho guardato in alto

Osho dice: “Se hai conosciuto solo un amore colmo di passione e di attaccamento, non sarai in grado di comprendere Gesù quando dice:     ” Dio è amore”. Quando Sahajo (donna illuminata) comincia a cantare i suoi canti d’amore, ti sentirai molto a disagio: “E’ una cosa assurda! Ho amato anch’io, ma ho ottenuto in cambio solo infelicità. In nome dell’amore ho mietuto solo un fascio di spine e i fiori non sono mai sbocciati per me”. L’altro amore ti sembrerà immaginario. L’amore che diventa devozione, che diventa preghiera, che diventa liberazione, ti sembrerà un mero gioco di parole.

Anche tu hai conosciuto l’amore, ma ogni volta era un amore saturo di passione e di attaccamento. In realtà il tuo non era vero amore. Era solo una cortina tesa a nascondere la passione, l’attaccamento e la sessualità. All’esterno lo definivi amore, interiormente era qualcos’altro. Quando eri innamorato di un una donna, oppure di un uomo, qual era il tuo anelito? Anelavi solo alla sessualità e l’amore era solo l’ornamento esteriore. Se cerchi nella tua profondità interiore, scoprirai che il tuo amore è solo una parola e che al suo interno brucia la fiamma del desiderio. Ma non è conveniente mostrare direttamente questa fiamma, bisogna essere diplomatici. Perciò dici alla donna, del cui corpo vorresti godere, che ami la sua anima. Non conosci neppure la tua anima, come potresti conoscere l’anima dell’altro? Tu sei stato intrappolato dall’amore. Ma il responsabile sei tu.

Non fanno parte quindi dell’ amore anche la passione e l’attaccamento???

Possono farne parte, ma non necessariamente. In novantanove casi su cento ne fanno parte e questo non è importante perché, se non fosse così anche solo in un unico caso, quell’unico esempio sarebbe una prova più che sufficiente per dimostrare che, se lo voleste, anche negli altri novantanove casi potrebbe essere vero. Se un seme può schiudersi e diventare un albero, allora tutti i semi possono germogliare e diventare alberi. Se non lo fanno, è un’altra storia, forse non sono nel terreno giusto.
Gesù ha detto: “Getta una manciata di semi… qualcuno cadrà sulla strada dove la gente va e viene, e non potrà germogliare. Altri semi cadranno sul ciglio della strada; potranno germogliare e le piantine potranno crescere un po’, ma forse gli animali le mangeranno o i bambini le coglieranno. Altri semi cadranno sulle pietre o sulla roccia: non germoglieranno mai. Qualche seme cadrà su un terreno fertile: questo seme germoglierà, crescerà e diventerà un albero sul quale sbocceranno i fiori e matureranno i frutti.
Ogni tanto un seme germoglia in un Buddha, in un Farid, in una Sahajo. Essi arrivano alla fioritura. Se non è accaduto al tuo seme, devi prestare un po’ di attenzione, potresti essere caduto nel luogo sbagliato: sulle rocce oppure, se non sulle rocce, su una strada dove c’è un andirivieni continuo di gente. Oppure in un luogo privo di protezione, privo di siepi. Dovresti trovare il terreno adatto: allora può nascere in te la stessa cosa che nacque nel Buddha, in Krishna.

Quello è il tuo potenziale.

Quello è il potenziale di ogni essere umano.

L’esistenza non dà a nessuno un potenziale minore.”In te sono nascoste possibilità meravigliose. Hai conosciuto l’amore come sessualità, passione e attaccamento. Hai familiarità solo con l’inferno della vita. Rifletti un po’, anche in questo inferno, a volte, hai potuto lanciare occhiate sulla beatitudine; che dire dunque del paradiso? Anche nella sessualità c’è l’eco remoto dell’illuminazione. Anche nella sessualità si riflette in qualche modo il divino, ma questo non è altro che il riflesso della luna nel lago. E’ solo un riflesso e un leggero movimento può infrangerlo. Non è una realtà, eppure è il riflesso della realtà. Nella sessualità c’è il riflesso dell’amore. E’ un riflesso che si forma sul lago del corpo e della mente.

Guarda in alto… Se hai scoperto che il riflesso sul lago è veramente bello, allora guarda la luna che è la fonte di questo riflesso.”