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Canto l’Hallelujah mentre vedo muovere le sue mani infarinate sul mio piccolo tavolo, in una piccola stanza che oggi mi sembra grandissima. Non sogno in questo momento tanti metri quadri a disposizione, non sogno pentole in rame ed in terra cotta, non sogno un’isolotto al centro di una grandissima cucina, già ci sono in un’isola di felicità.

“Beh, ho sentito che c’era un accordo musicale segreto
che David suonò e che piacque al Signore
Ma tu non ti interessi veramente di musica, vero?
Beh, funziona così:
La quarta, la quinta, la minore cala e la maggiore cresce
Il re perplesso compose l’Hallelujah

Hallelujah Hallelujah Hallelujah Hallelujah …”

Il sogno è realizzato e prende diversi odori e colori:

quelli dell’aglio imbiondito sul tegame, quelli del forno che profuma del mio pane, quelli di taglieri ove scorrono le sue mani veloci e colori e odori di pentole sui fornelli.

Oggi ricordo che ho digiunato d’Amore nel mio passato assai lontano, poi d’Amore mi sono riempita sino a non volerne quasi più sapere… cercando l’equilibrio dentro e fuori di me, ho incontrato chi mi fa cantare l’Hallelujah con tutta me stessa.

Un sogno ripeto è realizzato, ora sottovoce ed in un due possiamo dire “Avanti un’altro!”