Comprendere il pensiero di Agostino è facile se si ha il vissuto una crisi esistenziale.

Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente.

Sant’Agostino
cercò sempre di conciliare l’atteggiamento contemplativo con le esigenze della vita pratica e attiva. Poiché visse spesso drammaticamente il conflitto tra i due estremi, il suo pensiero consistette nel tentativo grandioso di tenere uniti la ragione e il sentimento, lo spirito e la carne, il pensiero pagano e la fede cristiana.

Fu proprio l’insoddisfazione per quelle dottrine che predicavano una rigida separazione tra bene e male, tra luce e tenebre, a spingerlo ad abbandonare la visione dualistica e a condurlo verso l’Unità.

Introdusse alcuni concetti nuovi marcatamente religiosi e attinenti in particolare alla fede cristiana:

sostituì ad esempio la teoria della reminiscenza delle Idee con quella dell’illuminazione divina; o ancora, concepì la creazione dell’universo non semplicemente come un processo necessario tramite il quale Dio si manifesta e produce se stesso, ma come un LIBERO atto d’Amore, tale cioè che si sarebbe anche potuto non realizzare.

E soprattutto, il Dio di Agostino è un Dio vivente che si è fatto uomo. 

All’amore ascensivo proprio dell’eros greco, egli avvertì così l’esigenza di affiancare l’amore discensivo di Dio per le sue creature.

L’anima come per una legge di gravità, dall’amore è attratta ovunque essa sia tratta.