2014-07-28 16.50.40

Era tanto tempo fa. Avevo scelto di lasciare tutto andando contro il mio senso di responsabilità. Prima di quel gesto forte e deciso ho cercato, dato infinite possibilità di rimedio pur sapendo che mi sarei sentita dire “te l’avevo detto”. E non l’ho fatto mica per “cercar me stessa” o cose del genere. Quella è un’altra storia. Una storia non cercata, la quale mi ha preso la mano e mi fa scrivere altro. Sono stata accusata per la mia scelta premeditata. Processata. Bloccata in una specie di carcere dal quale sono evasa e più volte e mentre lo facevo suonavo le trombe e battevo forte sui tamburi.

Mi hanno presa di forza, dentro una notte avvolta nella nebbia di un mese di Novembre facendomi sentire nella condizione tale da farmi stare in bilico su di un trampolino con tanto di Capitan Uncino che mi guardava con il ghigno. Ho avuto così tanta paura per chi stava tentando di salvarmi la Vita da quella condizione ingiusta che ho pianto così tanto da creare un mare di lacrime che sfiorasse quella tavola di legno ove poggiavo il mio peso dandomi la possibilità di immergermi nell’ignoto evitando di fare il salto. Non sapevo nuotare, ho rischiato uguale. Mi sono aggrappata a tutto ciò che incontravo ed immersa in quello stato, ogni cosa mi andava bene e sembrava giusta. Dovevo rimanere a galla. Dovevo vivere. Avevo paura per la Vita delle persone che mi stavano difendendo e dovevo impegnarmi. Ripetevo loro “Sono viva, sono viva” quasi a volermene convincere anche io, mentre la forza dell’acqua mi sbatteva contro a quel qualche cosa che mi faceva male. Quel mio aggrapparmi a tutto ciò che mi dava sostegno è stato motivo di molte scoperte. Così facendo, quella necessità di sopravvivenza mi ha permesso di scoprire da quale spinta della natura voglio farmi condurre, e ho imparato a lasciare. Il mare di lacrime ad un certo momento come d’incanto è svanito e io ho sbattuto bruscamente le ginocchia a terra. Anche il dolore mi faceva dire “Sono viva, sono viva.” Nuove consapevolezze, esperienze e prese di coscienza mi hanno vista Cose Nuove affrontare.

 

Citazione “Tendo l’orecchio e sento il passo dei ricordi della perduta casa. Solo una pietra cerco” -Mauro Corona.