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Prima di partire per il Brasile ho scoperto la storia di Sant’Ignazio, religioso spagnolo, fondatore della Compagnia dei Gesuiti. Azpeitia 1491 – Roma 1556. Santo a stretto Contatto con il luogo che mi stava aspettando. Nello scoprire Sant’Ignazio, scopro un suo scritto in particolare.

Gli Esercizi Spirituali…

..che … non sono «un libro scritto per essere letto» – scrive Federico Rossi di Marignano nella sua biografia di Carlo Borromeo, ma appartengono a quel genere di cose che si possono capire solo sperimentandole. Per questo non si possono prendere gli Esercizi a casa propria. Non è infatti possibile ritrovare se stessi senza allontanarsi da tutto e da tutti per un adeguato periodo di tempo.

Nei primi giorni di distacco gli Esercizi invitano l’esercitante a cercare di capire per quale fine abbia ricevuto esistenza e vita dal Creatore, in altri termini che cosa Dio si aspetta ch’egli faccia di buono nella vita. Una volta presa coscienza del perché della sua nascita, all’esercitante verrà spontaneo mettersi «avanti agli occhi stesa e spiegata la sua vita […] scorrendola tutta». Scoprirà allora tutte le deviazioni che, aderendo consapevolmente o inconsapevolmente ai moti dell’anima, egli stesso avrà fatto subire anno dopo anno al proprio destino.

A quel punto dovrà superare l’ostacolo più difficile tra quelli che una persona è chiamata a superare durante la vita: cambiare, mutare, rinnovarsi. Nessun uomo tuttavia può riuscire a conquistare la pace interiore e affrontare il difficile cammino della vita inventandosi ogni cosa da solo. Ogni uomo solitamente progredisce o regredisce imitando l’esempio positivo o negativo di altri uomini. In un solo uomo, tuttavia – secondo Ignazio di Loyola – la natura umana ha trovato la sua espressione più alta: nell’uomo-Dio, Gesù di Nazareth.  È quindi Gesù che, conclusivamente, Ignazio propone come esempio da imitare fino a poter dire con san Paolo «non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me». 

Sant’Ignazio di Loyola pone la sua attenzione “all’esercizio corporale” del camminare per far comprendere cosa sia l'”esercizio Spirituale” (Es , 3). La Chiesa in cammino Spirituale è chiamata “edificare” […] e Papa Francesco ha disegnato il ritratto di Una Chiesa capace di accostare ogni uomo e di camminagli accanto, come fece Gesù con i suoi Discepoli. “Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro.” (Lc , 24,15).

Accompagnare l’uomo non significa adattarsi allo spirito del Mondo, Bergoglio si scaglia contro la “mondanità spirituale”, che viene prima di quella etica. Vede le trappole dell’individualismo.

Accompagnare non significa nè adattarsi, nè cedere, significa Sostenere- Rientrata da quel viaggio che mi ha vista sperimentale le sue parole con la certezza che custodiamo Il Tutto Dentro di Noi, convinzione con la quale sono partita e a casa sono tornata. Ho avuto la possibilità di s p e r i m e n t a r e, VEDERE e ricevere un Messaggio. Sperimentando si cresce, evolve, sale di un gradino e non verso Il Cielo. Allontanandosi da Tutto e da Tutti, sono tornata con il Desidero Ufficiale di essere Sostegno, e accolgo il concetto della Chiesa di Papa Francesco. Chiesa in discernimento che vive con gli occhi aperti capace di essere attento a ciò che la circonda.  E il discernimento, sempre secondo la tradizione ignaziana, deve essere guidato dalla “consolazione” che, secondo Ignazio di Loyola, “infiamma l’Anima” (Es , 316), scalda il Cuore.

E, per Una che ha fatto tante Cose belle spinta dai Segnali che Vedeva la Ragione, crescita mangiando pane, cioccolato e “Va dove ti porta il Cuore” mi unisco all’appello di Bregoglio, con il desiderio di Una Chiesa Feconda, capace di dar Vita al Mondo:

“Siamo ancora una Chiesa capace di riscaldare il Cuore? Una Chiesa capace di condurre a Gerusalemme? Di riaccompagnare a Casa?