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Metti un carissimo amico che ti conosce da metà della tua Vita. Metti una domenica. Metti un suo invitarti a cena. Una tavolata di persone che non conosci e conosci appena. Metti una domanda che ti viene posta così tra una portata e l’altra. Tra carne cucinata al sangue servita su vassoi bianchi e tra pietanze eseguite con cura per chi ha scelto un’alimentazione a base di vegetali e frutta, e non solo per non essere causa di morte degli animali. Una domanda tra un pacato suono di voci.

“E allora hai trovato te stessa?”

Risposta, la mia veloce, decisa “Ho trovato molto di più”.

Che poi, ho pensato magari lui non lo sa, che io con me stessa ci sono stata sempre. Ho perso tante cose. Energie, denaro, sicurezze, e bla bla.. Non me stessa. Quel perdere energie, denaro, sicurezze e bla bla, visto con occhi di altra consapevolezza è stato

un lasciare.

Prima che mi accadesse questo ero una Persona che si aggrappava per non perdere alcune Cose, ad una altra, il tempo di incastrami ed incastrare. E me ne rendevo anche conto. Era un’attrazione morbosa, ossessiva, non certo spinta solo dal desiderio di condividere, vivere. Poi il lasciare, mi è stato permesso nello staccarmi da quel sgradevole schema mentale. Sono un’autodidatta e il percorso è stato assai lungo. E a tratti alcuni strascichi mi sono portata dietro. E’ stata una lotta interna vera e propria. Come lottare contro un mostro. E di mostro ne avevo già visto e vinto uno che ogni volta mi dicevo “basta”. Sembrava una storia senza fine, che si ripeteva all’infinito. E per Una che l’infinito lo ha compreso mi sentivo imprigionata. E anche li mi ripetevo “basta stare in gabbia.. Dove inizia l’Amore, per la Vita stessa e per le Persone che incontri dentro essa, inizia la L I B E R T A’.”

Niente più aspettative ne’ pretese. Tutto ciò che la Vita ti regalata, che poi chiamare gioie e dolori ti tornano per una questione che raccogli ciò che hai seminato, per una questione di karma o come vuoi chiamarlo, te l’ho meriti, e detto questo con la dolcezza più profonda di una che conosce faccia della sofferenza. Ove vedi che stai stretto ti fai spazio o lasci. Grazie alle sofferenze del corpo e dell’animo che parla, crei, inventi, lasci spazio ad altro e poi anche piangere, piangere e farlo bene, che tutto va come deve andare. Certo, hai altro lavoro da fare. E questo si chiama Vita, per la serie non è mai finita, ma è un’altra storia che non ha come ritornello “che noia, che barba”.

Lasciare, abbandonare, seppellire per altro trovare. E, volendo non hai bisogno di nessuno per farlo e non serve mica andar tanto lontano. Se la tua struttura è solida, se fai buona meditazione, se hai il ringraziamento come preghiera, se leggi molto e sei aperto ai testi più svariati, se osservi tanto, se non giudichi, se accogli gli altri come insegnanti puoi trovare te stesso… puoi renderti conto che …non l’hai mai perso quel “te stesso” e poi trovare

molto di più.