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Ieri sera una voce, mentre vivevo un mio personale momento felice, mi ha cercato. A quella voce in precedenza, sottoforma di altre parole avevo chiesto “quanta felicità sei disposto a contenere?”. Spiego: Uno, quanto e’ disposto ad essere felice? A riconoscersi come tale? Oppure è più facile lamentarsi, complicarsi la Vita, pensare che la Vita sia difficile e tenersi occupato con altro piuttosto che riconoscersi felice?

Felicità è alzarsi bene dopo un sonno ristoratore. È lunedì e per te che non sai che giorno è,

è mattino e basta e sei vivo.

Felicità è annusare il profumo del caffè. Felicità è’ indossare gli scarponi, la giacca pesante e le cuffie alle orecchie. Felicità è attraversare le strade con il saluto dei passanti. Felicità è suonare ad un campanello e ascoltare la serenità acquisita di una donna adulta sola che riconosce il suo essere gioisa nonostante. Felicità è vederla felice per il suo tanto impegnarsi lavorando, mantenendosi nel presente e creandosi un futuro. Felicità è prendere quella donna sotto braccio e intonare un passo di danza all’interno del suo spazio, mentre ti fa ascoltare note di una bella canzone.

Felicità è riprendere il cammino e ballare con la testa coperta da un cappuccio sotto la pioggia con le braccia verso il cielo.

Felicità è rientrare a casa, e riconosce che la stai, come volevi, trasformando a tua immagine e somiglianza.

Felicità è sapere che sei disposto ad essere Felice nonostante ciò che accade nel Mondo. Felicità è aver imparato ad abitare il Mondo nonostante lui ti dico “Sono un Mondo difficile”.