Chi sono

ancora io

Mi presento. Sono Silvia Costa, un’essere umano che ha compreso di contenere dentro il suo corpo, Altro. Qualcosa che non ha età, nazionalità, colore. La mia mente è particolarmente creativa. Ascolto il mio corpo e lui risponde bene agli sforzi a cui lo sottopongo. Non conosco l’ozio, bensì il Sano riposo. Faccio tanto e amo molto anche “il dolce far niente”. Di professione sono un’operatrice socio sanitaria. Le mie passioni sono svariate e mi colorano le giornate. Mi piace scrivere e amo dare titoli alle situazioni che vivo. Amo viaggiare su tutti i mezzi di trasporto. Mi piace farlo soprattutto sola, nonostante il piacere di condivisione. Viaggiando scopro e mi scopro. Mi piace far esprimere al mio essere il mio stato d’Animo, ciò che provo, con l’ausilio della penna, con il pigiare tasti su di una tastiera, con i colori con i quali mi diverto a scrivere non solo su carta. Mi piace recuperare, ridare nuova vita a ciò che altri vorrebbero buttare. Mi fido delle persone. Mi fido del mio istinto.

Amo il mio lavoro.

Ho molto lottato per poterlo ottenere. E nelle difficoltà incontrate per riuscire a svolgerlo ho scoperto di poter trovare la forza e la capacità di vincere ogni ostacolo, sorretta da un’enorme passione.

Ho ben presente la situazione che viene chiamata di crisi che colpisce il nostro Paese. Al tempo stesso, sono intimamente convinta che le avversità possano essere viste come occasioni di cambiamento. E di cambiamento verso il meglio. A volte basta solo crederci, e aver voglia di impegnarsi a fare.

Mossa da queste certezze e dalla mia natura, il cui tratto principale è una spinta al dono di me stessa agli altri, vorrei realizzare un sogno che nutro fin da bambina. Vorrei prestare il mio lavoro a titolo di volontariato di un luogo di questo nostro mondo in cui potrei essere ancor più utile di quanto non sia qui. Nello specifico, vorrei poter avere l’occasione di seguire i bambini in un orfanotrofio, e il paziente con disturbi psichiatrici in una casa di cura, e seguirli nella vita quotidiana in una parte del Mondo in particolare. In India.

Potrei vivere questa esperienza da sola e la cosa mi riuscirebbe particolarmente bene. Potrei condividerla con mia famiglia e gli amici più intimi. Invece, decido di voler coinvolgere Altri. Perché? Per sensibilizzare il tema della tutela dell’infanzia ed il mio esser convinta che dietro ogni abbandono, abuso, e non solo, vissuto nell’età infantile e durante la gravidanza tali eventi segnino il percorso dell’individuo.

Per coronare questo mio desiderio, credo di aver bisogno di un aiuto, di un sostegno qualsiasi. Con sostegno, un aiuto di qualsiasi forma. Il mio messaggio vuole essere “Venite lontano con me”, che sia dietro lo schermo di un computer, di un telefono che ad oggi ci unisce, che sia intraprendendo al momento giusto, il viaggio esperienziale nella Terra Sacra dell’India.

 

“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno.” Madre Teresa di Calcutta

3 thoughts on “Chi sono”

  1. Non voglio essere cattivo ma quello che dici suona come un adventure” adolescentino,la tua iniziativa invece è un azione piena di responsabilità e umiltà che si deve svolgere solo per il miglioramento delle vite più sfortunate.Sicuramennte non hai bisogno dell appoggio di nessuno perché dal mondo virtuale non può arrivarti un aiuto concreto. In ogni caso la tua missione e degna di rispetto!

  2. Non ti trovo cattivo e, in verità, credo che nessuno di noi faccia pensieri cattivi, la nostra mente è ciò che siamo, spinta a reagire grazie o a causa, a seconda di come la si pensa, da esperienze anche dolorose direttamente vissute, piuttosto che dai condizionamenti esterni..comunque questa è un’altra storia: per me siamo tutti SPECIALI. Anzi, trovo che con questo tuo dire ci hai pure preso!! .. spesso mi piace identificarmi come da viaggiatrice fai da te come una “Donna Avventura” eh si, il mio essere adolescente e spessissimo bambina è una parte viva in me, trentatreenne adulta, responsabile e genitore di me stessa. Con questo mio modo devi sapere che seduco l’Animo dei bambini, rapportandomi con loro a pari livello, ed io è da loro che voglio arrivare. E finisco ringraziandoti con: sicuramente non ho bisogno di nessuno, ma penso che, più siamo, per quei bambini e non solo meglio è.

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